Un incontro a scuola sul concetto di accoglienza del “diverso”

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Nell’ambito del Progetto PON “Una finestra sul mondo” dell’Istituto Comprensivo “EUROPA”, la docente esperta (Prof.ssa Barbagallo Maria Stella) e il docente tutor (Prof. Alicata Antonino) del modulo “Lingua Madre – Io e la mia lingua italiana” della Scuola Secondaria di Primo Grado “VERGA”, hanno organizzato una serie di lezioni dedicate all’accoglienza, all’integrazione, alla collaborazione, alla solidarietà. Il primo di questa serie di incontri si è svolto il 20 febbraio 2019, dalle ore 15.00 alle ore 17.00, presso i locali della Scuola Secondaria di Primo Grado “VERGA”, di cui è Dirigente il Prof. Aleo Filippo. Poiché il progetto si propone, tra l’altro, di insegnare ad agire nei contesti quotidiani con spirito critico e disponibilità al cambiamento e all’accoglienza, la docente esperta, prof.ssa Barbagallo Maria Stella, ha iniziato l’incontro parlando dell’attuale società, caratterizzata da diversi cambiamenti. Uno di questi cambiamenti riguarda la presenza degli immigrati nel nostro Paese, l’Italia, ma soprattutto in Sicilia. Detto ciò, la docente esperta ha puntato l’attenzione su alcuni termini, portatori in sé di profondi significati, che si traducono in atteggiamenti non sempre positivi. Tra queste parole ricordiamo: pregiudizio, discriminazione, razzismo, emarginazione, xenofobia. Il pregiudizio implica un giudizio anticipato, prematuro e immotivato, basandoci su pochi elementi a disposizione. Probabilmente, se avessimo l’opportunità di conoscere meglio le persone, non cadremmo nella trappola del pregiudizio. Dal pregiudizio alla discriminazione il passo è breve, poiché quello che si pensa dell’altro condiziona il nostro comportamento. La discriminazione traduce il sentimento di antipatia in azioni concrete. Dalla discriminazione si passa quindi al razzismo, poiché se si pensa che l’altro, il “diverso”, sia una pessima persona non solo si agisce di conseguenza, ma si arriva perfino a desiderare che l’altro non esista. Ora, considerato che viviamo sempre più in una società multietnica e che le migrazioni internazionali sono sempre più frequenti, diventa sempre più urgente l’esigenza di una convivenza pacifica tra le minoranze etniche e una comunità che le accoglie. E’ vero che l’ignoto spaventa sempre, ma solo l’apertura e la disponibilità a conoscere l’altro, ci danno la possibilità di abbattere pregiudizi e stereotipi. Partendo da questa convinzione la docente esperta, dopo essersi soffermata sui concetti sopra esposti, ha mostrato dei video, tramite la LIM, che hanno dato una qualche idea agli alunni di quelli che sono definiti “viaggi della speranza”, barconi stracolmi di migranti che attraversano il Mediterraneo in condizioni di estremo pericolo, spesso vittime di scafisti senza scrupoli. Questi migranti, quando riescono ad arrivare vivi, sono sicuramente alla ricerca di condizioni di vita migliori. A dare un contributo all’incontro sul concetto di accoglienza del “diverso” è stato il Comandante della Polizia Municipale di Barrafranca, dott.ssa Maria Costa.

Il Comandante, nel suo intervento, ha sottolineato che la diversità non deve essere vista comeun qualcosa di negativo (che porta al rifiuto dell’altro), ma come qualcosa che arricchisce sia gli immigrati, sia la comunità che li accoglie. Ad impreziosire l’incontro è stata la presenza di tre ragazzi di colore che giocano nella squadra di calcio “Barrese” di Barrafranca, di cui è presidente Roberto Costa, che li ha accompagnati. Proprio quest’ultimo ha voluto rimarcare come, in tanti anni di esperienza nel calcio, questa, che sta vedendo la partecipazione di un gruppo di ragazzi di colore, è l’esperienza più bella, di arricchimento sotto tanti punti di vista: a livello umano, culturale e calcistico.

Questi ragazzi di colore, ha voluto sottolineare ancora Roberto Costa, sono persone semplici, ma con tanto entusiasmo e voglia di fare. I tre ragazzi di colore hanno avuto modo di stare vicino agli alunni e di percepire il loro calore. Sono state poste tante domande, ad esempio, cosa li spinge a lasciare il loro paese, cosa vogliono fare in futuro, come hanno percepito questo incontro, ecc. Alla domanda “Cosa possiamo fare per voi?”, essi hanno risposto che la cosa più bella che gli alunni possano fare per loro è non avere paura di loro. Questo ci deve fare riflettere davvero tanto e ci deve portare a scardinare mentalità e convinzioni errate. Solo nell’ottica della reciprocità si potrà creare una società più aperta e accogliente. In questa ottica ciascun alunno che ha vissuto questa esperienza, senz’altro positiva, gioiosa e arricchente, dovrà divenire punto di riferimento per creare situazioni di incontro e non di scontro.