ENNA. “GIORNATA DEL MEDICO E DELL’ODONTOIATRA”, PER IL LAVORO PIÙ BELLO DEL MONDO LA PAROLA D’ORDINE DEVE ESSERE: EMPATIA

Giornata del Medico 2024

Un caleidoscopio di emozioni quelle vissute ieri durante la “GIORNATA
DEL MEDICO E DELL’ODONTOIATRA” tenutasi presso la sede sociale
dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Enna, in uno
straripante auditorium. Quest’anno, come tradizione vuole, due i
momenti salienti della cerimonia, la consegna delle ONORIFICENZE per i
medici laureati da 50 anni e il GIURAMENTO DI IPPOCRATE dei nuovi
giovani medici. Presente e futuro si sono incontrati in un confronto di
esperienze e speranze.

Un nonno, ortopedico da 50 anni, premiato dal nipotino che sogna di
fare
lo scienziato, un neolaureato che riceve la pergamena dalla sua
pediatra, consigliera dell’Ordine.

Anche quest’anno un simbolico passaggio del testimone, che ha fatto
palpitare i cuori dei tanti familiari presenti in sala.

Il presidente dell’Ordine dei Medici di Enna, RENATO MANCUSO, ha
voluto ancora una volta puntare l’attenzione su un aspetto molto
importante della professione del medico: l’empatia.

“Quando incontrate i pazienti – ha raccomandato ai giovani colleghi –
non limitatevi a farvi elencare i sintomi che lamentano, ma curatevi
anche della loro anima. E fatelo con maggiore attenzione e impegno se
questi ultimi sono pazienti gravi, pazienti terminali. Quello che tutti
i pazienti dovranno pensare è: si sta prendendo cura di me.”

Scatti di ira e di violenza di cui – come racconta la cronaca – è
ultimamente vittima la categoria dei medici spesso, senza volerli
giustificare, sono dovuti alla carenza di comunicazione ed empatia
entrambi fagocitati dal tempo tiranno. È giunto pertanto il momento di
fermare le lancette e lasciare scorrere l’umana comprensione.

Non basta dunque essere preparati ed elargire le proprie competenze:
“Se non ci sarà un’interazione con l’ammalato, avrete fallito per
metà il vostro compito – CONTINUA MANCUSO – perché chi cura una
malattia lo avrà fatto una volta, chi cura il paziente lo cura
sempre”.

Dello stesso avviso CARMELO CASSARÀ, il presidente della Commissione
Albo Odontoiatri (Cao), che ha puntato l’accento anche sull’aspetto
sociale della professione dell’odontoiatra così come del medico,
ricordando come: “noi professionisti – ascoltando il senso del dovere
che la professione ci impone- ogni giorno sopperiamo con la nostra
umanità alle lacune del sistema sanitario pubblico, che troppo poco
spazio concede all’odontoiatra e, nel silenzio dei nostri studi, fare
esclusivamente il bene del paziente in attesa che questa branca abbia
nella sanità pubblica lo spazio che merita”.

Una cerimonia, tra racconti e aneddoti, che ha tracciato una
transizione
dalla medicina tradizionale a quella che adopera l’intelligenza
artificiale, anche nelle sale operatore, ma che non deve perdere un
valore fondamentale: il senso di umanità.

L’auspicio dei membri del consiglio direttivo dell’Ordine dei Medici
è quello di lavorare sempre in scienza e coscienza, di incarnare ogni
giorno le parole pronunciate con il GIURAMENTO DI IPPOCRATE, che
fungerà sempre da solida guida nella “professione più bella del
mondo” e di tenere sempre a mente i dettami di deontologia che esso
contiene. GAETANO MILINO